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ABITARE OGGI

Agenzia di consulenza
e servizi immobiliari


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Piazzetta Zaine, 2
Tel. 0424/529780 e fax 0424/232226

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07/08/2010 CEDOLARE SECCA
il federalismo fiscale incassa il suo primo grande sì, e come primo appuntamento ci sono gli immobili. Con delle decisioni che sicuramente andranno a cambiare le abitudini degli italiani.
Il Consiglio dei Ministri ha varato con il proprio sì il quarto decreto attuativo del federalismo fiscale, quello sul fisco comunale. La voce più importante di questo decreto è nella cedolare secca sugli affitti, che scende di 5 punti percentuali rispetto alle precedenti bozze del provvedimento. In un colpo solo, si passa quindi dal 25 al 20%.
Dal 2011 le imposte sugli affitti si potranno pagare con una cedolare secca: dal prossimo anno il canone di locazione, relativo ai contratti aventi ad oggetto immobili ad uso abitativo e le relative pertinenze locate congiuntamente all'abitazione, può essere assoggettato, in base alla decisione del locatore, ad un'imposta, operata nella forma della cedolare secca, sostitutiva dell'imposta sul reddito delle persone fisiche e delle relative addizionali, nonché dell'imposta di registro e dell'imposta di bollo sul contratto di locazione.
La cedolare potrà essere applicata anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l'obbligo di registrazione. Sarà un provvedimento dell'Agenzia delle entrate, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, a stabilire le modalità di versamento in acconto della cedolare secca dovuta, nella misura dell'85% per l'anno 2011 e del 90% dal 2012, e del versamento a saldo.
28/05/2010 EVASIONE SULLE COMPRAVENDITE? ECCO COSA NE PENSA FIAIP
Nei giorno scorsi la Guardia di Finanza, a seguito di operazioni condotte nel 2009 sulle compravendite e sulle intermediazioni immobiliari, ha denunciato quasi 7 miliardi di basi imponibili non dichiarate e 1,2 miliardi di Iva evasa.
Ma proviamo a vedere cose ne pensano i diretti interessati.
«Non riteniamo che l'evasione si annidi nelle compravendite immobiliari. Questo poteva avvenire di più in passato, soprattutto quando le operazioni avvenivano tra privati.
A frenare il fenomeno è arrivata dal 2006 la legge sul prezzo-valore, ispirata da una logica di trasparenza nella contrattazione immobiliare e di equità nel prelievo fiscale - spiega Paolo Righi, presidente di Fiaip -.
Il problema del nero oggi invece arriva principalmente dalle locazioni immobiliari. Soprattutto quelle turistiche. Non è esagerato affermare che il 70% di queste ultime sia in nero. Per poter superare il problema sarebbe necessaria una legislazione più stringente in materia. E che tra l'altro preveda anche la possibilità di far transitare, ancora di più di quello che avviene oggi, gli affitti attraverso le agenzie immobiliari. In questo modo si potrebbe riuscire a portare alla luce la maggior parte delle locazioni turistiche. A questo, poi, si dovrebbe aggiungere la cosiddetta “cedolare secca” al 20%, ed intervenire sulla materia dell'emergenza abitativa, per venire incontro alle esigenze dei ceti meno abbienti, e di chi invece potrebbe beneficiare dell'imposta sostitutiva per i redditi da locazione.
Sotto il punto di vista del mercato delle compravendite, i Comuni dovrebbero altresì ripensare le strategie di sviluppo urbano delle aree edificabili, dove spesso si sono creati quartieri “vuoti”, o di scarso valore immobiliare, e ripensare ad un’edilizia sociale per le esigenze di giovani e famiglie.
In alcune zone, infatti sono presenti troppi immobili, e questo ne ha
svalutato i prezzi.
Bisognerebbe costruire pensando alle locazioni per le fasce di popolazioni più deboli, che hanno problemi ad acquistare un immobile, e non possono accedere al mercato dei mutui. Sarebbe più opportuno che i Comuni sviluppassero nuove politiche di housing sociale, che all'estero hanno avuto molto successo. Potrebbe essere utile rispolverare politiche simili a quelle dell'Ina Casa, che, in passato, ha permesso alle famiglie di riscattare le abitazioni, dopo che per decenni ne erano state affittuarie».
1. Detrarre al 100% le provvigioni degli agenti immobiliari. In questo modo si verrebbe a creare un circolo virtuoso, tipo quello dei bonus delle ristrutturazioni edilizie, attraverso il quale quello che viene detratto dai clienti, viene recuperato dallo Stato tramite il maggior gettito dovuto dalle fatturazioni
2. L'Iva delle fatture delle provvigioni deve seguire l'Iva dell'atto. Attualmente l'Iva è al 20%: dovrebbe essere portata al 3% quando si compra la prima casa e al 4% quando è a regime. Considerando che il lavoro dell'agente immobiliare è principalmente quello di consulenza, a cui si aggiunge anche quello di vendita, è corretto che l'Iva sia modulata in funzione all'atto di compravendita che si sta concludendo».

28/05/2010 AGENZIA DEL TERRITORIO, CRESCE DEL 3,4% IL VOLUME DELLE COMPRAVENDITE
L’Agenzia del Territorio ha pubblicato la Nota trimestrale, che fornisce una breve sintesi sull’andamento dei volumi delle compravendite effettuate in Italia nel corso del primo trimestre 2010, messi a confronto con i dati dello stesso periodo nel 2009. La Nota trimestrale, realizzata a cura dell’Osservatorio del mercato immobiliare, evidenzia che nel primo trimestre 2010 il volume di compravendite complessivo è stato di 309.947 transazioni (NTN), con incremento del 3,4% rispetto al primo trimestre 2009 (tasso tendenziale annuo). L’andamento del mercato immobiliare, pertanto, mostra chiaramente un’inversione di tendenza rispetto a quanto rilevato negli ultimi tre anni. È bene tener presente che il confronto è effettuato sul primo trimestre 2009, periodo in cui si verificò un drastico ridimensionamento delle transazioni, uno dei più bassi degli ultimi anni (nel I trimestre 2 009 si registrò -17,8% sul I trimestre 2008).
Se si effettua il confronto con il I trimestre 2008, il volume di compravendite del I trimestre 2010 risulta ancora inferiore del 15% circa. Gli andamenti si differenziano sensibilmente per i diversi settori.
In particolare, andamenti positivi si registrano per il ‘residenziale’ (+4,2%), le ‘pertinenze’ che annoverano posti auto e magazzini (+5,6%) e per le tipologie conteggiate in ‘altro’ (+5,6%). Appare, invece, ancora in difficoltà il mercato non residenziale. Il settore commerciale e quello produttivo, con, rispettivamente, -0,6% e -0,2%, risultano oramai alla fine del ciclo negativo assumendo valori tendenziali di sostanziale stazionarietà. Il mercato del terziario registra una variazione negativa più consistente (-1,3%), che, sebbene modesta, segnala una perdurante incertezza negli andamenti altalenanti che hanno contraddistinto il mercato di questo segmento immobiliare del settore nel corso del 2009. In particolare:
- il settore residenziale con 141.770 compravendite presenta un tasso tendenziale positivo in tutte le macro aree, sebbene più contenuto per il Nord (+2,7%), leggermente più elevato per le regioni del Sud (+3,9%) e decisamente positivo nel Centro (+7,9%).
- il settore terziario con 3.409 transazioni, è il settore che registra il calo più elevato dovuto al tasso tendenziale decisamente negativo che si registra nelle regioni del Centro, -16% circa, mentre il settore è in leggera crescita nel Nord, +1,8%, e, soprattutto, nel Sud, +6,8%, area che risultava in crescita anche nel trimestre precedente;
- il settore commerciale con 8.677 NTN complessivi è praticamente stazionario con andamenti migliori nel Sud (+5,9%) e nel Centro (+1,9%) ed ancora negativi nel Nord (-5,9%);
- il settore produttivo con 2.525 compravendite è complessivamente stazionario, ma risulta ancora in calo sia nel Nord (-4,5%) sia nel Centro (-4,7%) mentre nelle regioni del Sud si evidenzia un andamento decisamente positivo, +28,2%.
Si conferma, inoltre, come già messo in evidenza in precedenza, il miglior andamento del settore residenziale nei Capoluoghi con un recupero di compravendite pari al 9,7%, mentre nei Comuni non capoluogo il mercato stenta ancora a riprendersi (+1,8%), pur segnando un tasso positivo dopo un biennio fortemente negativo. Anche per le principali 8 città e relative province si conferma tale tendenza, con uno scarso recupero nei Comuni non capoluogo (+2,5%) ed una sensibile ripresa delle compravendite nelle città, +10,7% mediamente, con ottimi risultati (tasso superiore al 15%) per Roma, Napoli e Firenze.
 


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